Cani SI, Cani NO?
Nel supermercati e ristoranti
Cosa dice la legge?
La legge in materia (Reg. CE n. 852/2004) vieta l'accesso degli animali domestici in luoghi dove vengano trattati preparati e manipolati gli alimenti, ma a quanto pare il Ministero della Salute (con la nota n. 23712 del 7.06.2017) ha chiarito che non si dovrebbe prendere alla lettera la regola inerente.
E' necessario quindi prevedere quali siano le situazioni in cui si potrebbe arrecare danno qualora si porti con sé un animale domestico in ambienti come il supermercato.
In effetti il Regolamento prescrive che gli alimenti siano in posizioni tali da evitare il contagio con i cani.
Secondo l'iniziativa “portami con te” da qualche anno è possibile in alcuni supermercati portare con sé il proprio cane, per quanto non in tutti.
Portami con te è una proposta contro l'abbandono degli animali
In parole pratiche?
Mettendo in atto quanto dice la legge gli animali di compagnia possono accedere a un luogo pubblico e luoghi aperti al pubblico come bar, ristoranti e supermercati, a condizione che siano al guinzaglio oppure in carrelli predisposti, rispettando le norme igieniche di non accesso dove potrebbero essere in contatto diretto con il cibo, come cucine o spazi dedicati alla preparazione ed elaborazione degli alimenti.
Resta a discrezione del proprietario del locale dedicato alla ristorazione oppure la direzione del supermercato vietare l’ingresso, ma per farlo dovrà fare richiesta formale agli organi di amministrazione locale e poi esporre i dovuti cartelli. La mancata comunicazione all’ente locale oppure la mancata esposizione dei cartelli possono comportare diverse sanzioni amministrative.
Cosa pensiamo noi?
L’argomento provoca svariate polemiche con chi è contrario all’accesso delle nostre mascotte; si mettono in moto diverse scuse senza fondamenti concreti, dall’igiene al comportamento che possono avere alcuni padroni.
- “Sono allergico ai peli”
- “I cani disturbano la tranquillità”
- “I cani sporcano”
Per quanto riguarda la prima battuta, a questo punto si dovrebbe procedere a misure folli, impedendo direttamente l’accesso a chi è in possesso di animali domestici anche se questi vengono lasciati a casa, in quanto chi ne ha, sa benissimo che i peli si attaccano ai vestiti: se l’allergia è così marcata basterebbe la vicinanza ad un umano con i peli sui vestiti. Poi solitamente la permanenza degli animali domestici nei ristoranti e supermercati é molto breve, fattore che determina il poco accumulo dei peli.
In merito alla seconda e terza scusa per volere impedire l’accesso, a nostro avviso possiamo dire che un cane potrebbe disturbare in alcune occasioni (padroni inappropriati), tanto quanto un umano indisciplinato, oppure come i bambini senza il controllo dei loro genitori, e se ci guardiamo intorno, in qualsiasi ambito la sporcizia maggiore la provoca l’essere umano.
A questo proposito ci siamo rivolti a un operatore esperto nel campo della pulizia industriale nonché sicurezza antitaccheggio nei supermercati.
Cosa ci dice un operaio addetto alla pulizia industriale?
L’operatore che abbiamo interpellato, ci racconta che lavora nel settore da quasi 10 anni e conosce diverse realtà, aziende nettamente industriali, uffici sia privati che pubblici, campeggi, bar, ristoranti e alberghi.
“Solitamente i padroni di animali domestici tendono a rispettare molto le regole quando entrano nei locali pubblici in quanto sanno che molta gente, alla presenza degli animali si indispettisce e che sono anche video sorvegliati”.
“La pulizia nei ristoranti generalmente viene eseguita alla fine di ogni servizio oppure durante la chiusura. Noi subito il nostro ingresso capiamo con precisione in che tavoli sono stati padroni con cani oppure dove ci sono stati bambini, questi ultimi tra la clientela più sporca.
Dove sono stati i cani troviamo la ciotola dell’acqua (se il cameriere non la ha raccolto in precedenza) e a volte qualche crocchetta di qua e là.
Dove hanno mangiato i bambini, per carità! Un disastro, unto e cibo sparso su tavoli, sedie, vetri, pavimenti, dobbiamo pulire a fondo tutto quanto in vicinanza.”“Nei locali aperti al pubblico, il posto più sporco, è la zona bagni, lì non c’è accesso ai cani ma si vede molto bene la mancata educazione della gente”
“Per quando osserviamo nei supermercati, vediamo che il padrone entra con il cane in braccio oppure lo sistema nel carrelli. Semmai l’unico contatto tra cani e cibo si produce con quello nel carrello dove l’animale è stato sistemato.”
“La pulizia a fondo nei supermercati solitamente viene eseguita alla chiusura, in contemporanea al rifornimento scaffali oppure al mattino presto prima dell’apertura.
Le zone più sporche sono i magazzini e dietro i banconi, ma lì non c’è accesso agli animali, anzi è vietato!
In tutti questi anni non abbiamo mai trovato accumulo di peli o feci di cani e gatti nelle zone aperte al pubblico”“Con il covid, quasi tutti i supermercati hanno iniziato a pulire e sanificare sistematicamente tutti giorni i carrelli, abitudine fortunatamente ancora in atto. Dico fortunatamente non per quanto riguarda il covid o altre malattie infettive ma bensì per la quantità di schifezze lasciate dai clienti: guanti, fazzoletti, mascherine (ancora oggi ci sono persone che le usano) sacchetti di ogni tipo, cartone, scontrini, etc… Peli di animali mai, in quanto i carrelli sono costruiti in metallo o plastica reticolata e quindi è impossibile si accumulino i peli perché cadono a terra oppure vengono portati dal vento.”
“Negli spazi esterni, li sì, ogni tanto qualche padrone ci lascia il regalino del proprio cane, ma molto più spesso a sporcare sono gli umani, le stesse cose che troviamo nei carrelli e in più, in grandi quantità, i filtri di sigarette”
“Come addetto alla pulizia si devo rispondere alla vostra domanda – Cani si, Cani no? – rispondo:
SI all’ingresso dei cani, NO alla cattiva educazione degli umani.”
Esperienza dal vivo con “Olga” (il cane della fotografia in alto)
Settimane fa, alla Lidl di Civezzano (TN), abbiamo visto in lontananza un gruppo di giovani che si predisponeva ad entrare con un cane di media dimensione; al principio ci siamo tenuti lontani per osservare la scena, volevamo esaminare il comportamento dei ragazzi e del loro cane all’interno dell’esercizio commerciale.
Preso il carrello, hanno predisposto il loro amico a “4 zampe” su un tappetino pulito. Seguiti, da noi, per tutto il percorso abbiamo visto il peloso, osservare con curiosità, ma mai scendere del carrello oppure tentare di prendere qualche alimento e tanto meno l’abbiamo sentito abbaiare.
Nell’ultima corsia non abbiamo resistito, ci siamo presentati, e chiesto se potevamo fare una fotografia a Olga, che ha ben accettato le nostre coccole.
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